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Accordo Principato di Monaco - Italia: approfondimenti

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Nel testo pubblicato nell'articolo pubblicato lo scorso lunedì - cliccare qui per leggerlo - abbiamo riportato, come da comunicato, che esistono delle 'disposizioni supplementari' indicate nell'accordo che non prevedono la doppia imposizione, regolando anche la questione della residenza fiscale. In cosa consiste esattamente? 

La situazione della doppia imposizione nasce quando un soggetto - persona fisica - essendo residente in Italia, percepisce un reddito proveniente da un altro Stato. Per regolare questa situazione il Principato di Monaco e l'Italia si sono accordati in base al meccanismo d'imputazione dell'imposta pagata nello Stato dove è maturato il reddito.
Fermo restando il fatto che nel principato non ci sono imposte sulle persone, se il soggetto residente italiano percepisce un reddito dal lavoro svolto oltre frontiera, a Monaco appunto, lo stesso è passibile d' imposizione. Per effetto di questo meccanismo, le amministrazioni italiane hanno quindi il diritto d'includere questi importi provenienti dall'estero nella base d'imposizione, su riserva di liquidare l'imposta corrispondente al netto delle deduzioni d'imposta già assolte nello Stato ove si lavora. In partica dunque, nulla di nuovo: il dipendente italiano pagherà in chiaro le tasse sul reddito nel paese dove è residente al netto della franchigia tributaria applicata ai frontalieri. L'unica differenza è che, per effetto della trasparenza bancaria, se sul conto corrente del lavoratore vengono accreditate somme superiori a quanto dichiarato, su richiesta dell'amministrazione italiana, il dato viene fornito in piena trasparenza. 

Per la residenza fiscale, invece, l'accordo tra il principato e l'Italia prevede che una persona è considerata come residente fiscale dove la stessa ha la sua abitazione principale o dove ha i suoi principali centri d'interessi vitali, personali ed economici. Se questi elementi non sono individuabili, si considera il luogo dove soggiorna abitualmente o lo Stato dove possiede la nazionalità. Qualora i criteri sopra indicati non permettano con certezza di determinare la residenza fiscale di una persona, l'accordo appena siglato prevede che i due Stati converranno una soluzione di comune accordo basato sui dispositivi relativi ai controlli fiscali all'estero, subordinandoli all'autorizzazione dello Stato interessato e al consenso scritto del soggetto in questione come prevedono gli standard dell'Ocse.

Per capire meglio la portata di questo accordo abbiamo comunque chiesto chiarimenti all'Ambasciata d'Italia a Monaco da cui attendiamo le relative risposte.

 

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