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I dieci anni dell'artista Giacomo Costa esposti a Monaco

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La Galleria di Clara Natoli e associati, dal 15 marzo prossimo ospiterà le più importanti opere di Giacomo Costa,  ripercorrendo gli ultimi dieci anni della sua carriera artistica. Segue comunicato

La mostra inaugura subito dopo la presentazione del progetto "Landscape 2013" presso VOLTA a New York e immediatamente prima della mostra collettiva "Clouds" al Museo Leopold di Vienna, dove Costa si affianca ai lavori di grandi maestri come Caspar David Friedrich, Carl Gustav Carus, William Turner, Claude Monet, Alfred Sisley, Paul Cézanne, Vincent van Gogh, John Constable, Ferdinand Hodler, Gustav Klimt, Egon Schiele, Edvard Munch, Emil Nolde, René Magritte, Ansel Adams, Alfred Stieglitz, Edward Steichen, Gerhard Richter, Anselm Kiefer.

Le opere selezionate includono soggetti celebri come le Arene, le Montagne, i Giardini Segreti del 2008 e il grande Giardino Privato concepito per la Biennale di Venezia del 2009, i soggetti storici delle Fusioni e Consistenze ed i Landscapes dell'ultima
produzione.

Già presente nella Collezione del Centre Pompidou di Parigi con uno dei primissimi lavori del 1996, Giacomo Costa riunisce le arti della pittura e dell'architettura mediante la costruzione digitale in 3D del paesaggio con risultati pittorici di estrema veridicità e bellezza.

Entusiasta collezionista delle sue opere, Sir Norman Foster lo introduce nel volume monografico "The Chronicles of Time" dedicato all'artista, con lusinghiere parole: "La sua assoluta maestria nelle tecnologie digitali e la sua abilità nel fonderle meticolosamente con la fotografia tradizionale non hanno limiti all'espressione di un'impetuosa immaginazione che fa fatica a rimanere nei confini del quadro. La monumentalità dei suoi interventi ricorda le eroiche visioni di un Boullé o un Soleri".

Luca Beatrice, noto critico d'arte e curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2009, interpreta le opere di Costa in quella stessa monografia, inserendole magistralmente nella tradizione paesaggistica dell'Ottocento, dove la luce, il fogliame e le superfici sono raccontate con ossessiva attitudine manieristica perché veri paesaggi dell'anima.

Il "luogo ideale" che veniva descritto dai paesaggisti simbolisti di fine Ottocento - Charles Marie Dulac in Francia e Santiago Rusinol in Spagna – era il paesaggio naturale, sede delle inquietudini dell'anima e di perfezione e armonia. Il "luogo ideale" di oggi è fatto risiedere nell'invenzione di una realtà altra, virtuale, dove rifugiarsi: l'esigenza di un contatto diretto con la natura è soppiantata dall'inquietudine di una sublimazione tecnologica del dato reale in atto di trasformarsi e di plasmarsi senza più limiti di immaginazione e senso.

Clara Pacifico Natoli & Stephane Mascarenhas

con Cristina Merla

18, Avenue de Grande Bretagne – Principauté de Monaco

00377 97 98 06 42 – 97 97 13 88

 

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